Welcome to Another Hannibal Artblog! This is our personal artblog, all dedicated to Hannibal (and related things ;)). In this blog you will see all our Hannibal fanarts, work in progress, comics, projects, fanfictions and useful links. All about Hannibal. It's like a picture book, our notebook to bring order among the countless fanart that we drew for this beautiful show. And much more!
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venerdì 10 agosto 2018
Hannibal sketch 355
27th sketch for the 100ThemesChallenge: We'll do all the 100 themes with Hannibal daily (or not-daily) sketches! This one is "Foreign", with Hannibal that always have to show off his language skills... and talk in Italian! But it's not always a good idea.
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martedì 20 marzo 2018
giovedì 8 febbraio 2018
Hannibal daily sketch 316
18th sketch for the 100ThemesChallenge:
We'll do all the 100 themes with Hannibal daily (or not-daily)
sketches! This one is... rainbow! Let's have a colorful sketch with
Marlana and Hannigram! Oh, and St. Valentine is approaching, so if you
want a postcard with this drawing you can find it HERE on RedBubble!
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sabato 3 febbraio 2018
Hannibal daily sketch 315
Quick study of the (in)famous scene of Mizumono with a completely
different palette. Probably we never drew before this scene and this is
definitely strange, since it's the more reproduced scene by all the
artists of the fandom XD
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sabato 9 dicembre 2017
Teacups and Time - Pre-orders are open!
DINNER IS SERVED, PRE-ORDERS ARE OPEN!
We’re delighted to announce the launch of Teacups and Time, a 2018 Hannibal art collab calendar which spans Seasons 1-3 in sequence, ending with December in Cuba!41 amazing artists (*cough* and we are among them *cough*) have joined us at the table for a 11x8.5” wire coil bound wall calendar, which folds open to 11x17” and contains 42 full color illustrations!
The first pre-order period will run from 12/6–13 so that they can place a bulk order as soon as possible! Don’t worry about missing the feast—they’ll have a second pre-order batch once they will run out of stock from the first order, there will just be a slightly longer wait time.
You can get a good look at the full spread on their tictail!
And if you want help us all to reach more people, why don't reblog the post on tumblr?
lunedì 17 luglio 2017
Hannibal daily sketch 259
"Con una spada vorrei tagliare quelle gole che cantano d'amore
Vorrei serrare nel gelo le mani che scrivono quei versi d'ardente passione"
Vorrei serrare nel gelo le mani che scrivono quei versi d'ardente passione"
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giovedì 26 gennaio 2017
The merman and his captor
So, I heard that you like tentacles, uh? ;) Guess what, they're colorful, soft, squishy and beautiful to draw, so we love them too!
And again an illustration for our Hannibal AU based on the little mermaid! Just a coloring of an old illustration from 2015 (that you can see HERE ) and that's why the style looks a little bit different from our usual. But we're satisfied from this color! (Also, sometimes we have to do something for our Fannibal patrons too!)
This work is also available on RedBubble.
And again an illustration for our Hannibal AU based on the little mermaid! Just a coloring of an old illustration from 2015 (that you can see HERE ) and that's why the style looks a little bit different from our usual. But we're satisfied from this color! (Also, sometimes we have to do something for our Fannibal patrons too!)
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domenica 4 dicembre 2016
La risonanza - Capitolo 3
Capitolo 3
Terapia d'amore
Teo vide il vassoio scivolare tra le sbarre e si affrettò a prenderlo dalle mani dell'infermiere. Non parlava molto del cibo, ma come odiarlo?
Persino il purè che gli servivano da quelli che sembravano secoli a questa parte, grumoso, pastoso sopra la sua lingua come sabbia bagnata, gli mancava e cominciava ad attenderlo con ansia e pazienza.
Aveva fame. Si chiese se un hamburger si definisse tale se fosse stato composto sia di carne che di plastica, rivoltando il pezzo marrone sotto la sua forchetta bianca di plastica. Si erano scordati di togliere la pellicola. Ne assaggiò un pezzo con tutta la plastica, e si rassegnò a togliere la parte esterna se non voleva rimpiangere quel pasto.
Una volta avuto il cibo, i suoi sensi si calmarono.
“E se la mia seconda voce fosse qui stesso?” Si domandò.
Sarebbe stato molto più semplice cercare di applicare i suoi studi se non avesse dovuto chiedere ad una persona lontana di venire. Non conosceva personalmente tutti i pazzi dell'Istituto, anche se non se ne ricordava alcuno particolarmente degno di nota.
Lo eccitava l'idea che qualcun altro si sarebbe unito a loro tra non molto: aveva sentito che doveva essere dimesso dall'ospedale, e poi sarebbe arrivato un nuovo internato.
Non era difficile capire chi: bastava fare due più due.
Meglio dire “ragionamento logico”. Che brutta la matematica.
Matthew Brown era un infermiere strano, molto strano. Ad esempio, Teo non aveva potuto fare a meno di notare il modo in cui praticamente sbavava dietro Will Graham quando quel caro ragazzo era stato mescolato tra i meri pazzi. Un errore comune, annuì tristemente Teo.
Era strano come pendesse da ogni parola del prigioniero.
Poi a Will non andava giù il dottor Lecter, che a suo parere era un grande peccato in quanto amico della signorina Bloom. Matthew sparisce. Lecter finisce in ospedale, lo dice quella stupida piccola televisione dell'infermiere un attimo prima di passare a quella telenovelas che gli fa venire voglia di depilarsi con le mani pur di distrarsi. Qualcuno deve finire in un ospedale per criminali insani.
Cercò di ricordare il timbro di voce0 di Matthew Brown: avrebbe potuto fargli da voce di supporto? Avrebbe voluto? Oh, se solo avesse sbavato dietro lui come aveva fatto per il signor Graham!
Anche se forse, a giudicare da come erano fatte le sue orecchie, il signor Brown era probabilmente un miglior ascoltatore piuttosto che un cantante.
Qualcuno nella cella accanto a Matthew rise. A causa della facilità con cui veniva manipolato da Teo, Sammy era stato trasferito in un'altra zona dell'ospedale e al suo posto era stato messo quello che tutti definivano “l'uomo dei funghi”. Eldon Stammets, un vecchio farmacista dai capelli grigi, occhi di colore indefinibile e un'espressione perennemente triste, si aggrappò alle sbarre della sua cella e cercò di sporgere la testa senza risultato
«Anche tu?» domandò
«Anche io cosa?» cercò di capire Teo
«Ho sentito parlare degli infermieri, sei andato a trovare Will Graham. Ti è stato detto che quel Graham poteva capirti. Che ti avrebbe aiutato. E invece è stato un fiasco! Un totale fiasco, vero?»
«Ah, no. Mi ha capito» Teo annuì «Solo che non aveva le capacità per aiutarmi. Quindi ha gentilmente rifiutato. E va bene così, troverò qualcun'altro»
«Cosa?».
Le rughe intorno agli occhi di Eldon si fecero più fitte mentre la sua tristezza diventava più profonda e devastante. Non si aspettava quella risposta, si aspettava un compagno di cella distrutto, a pezzi quanto lo era stato lui quando la comprensione gli era stata rifiutata da Will Graham, l'uomo che gli aveva sparato in una spalla e lo aveva fatto incarcerare. Avrebbe voluto essere furente, bruciante di una rabbia alta come le fiamme dell'inferno, e invece era solo tanto triste e si sentiva solo.
«Potresti essere tu, quel qualcuno» Disse Teo, approfittando di quel poco sconforto che riusciva a intravedere fra le rughe della fronte dell'altro prigioniero, cercando anche lui di sporgersi dalle sbarre «Potresti aiutarmi»
«A fare cosa?» piagnucolò Eldon Stammet
«Potremmo connettere le nostre voci in un canto che...»
«Si?» lo esortò l'altro, con un briciolo di speranza
«Ah, no, niente» Teo si ritrasse lentamente in fondo alla cella «Non mi piace la tua voce, lascia stare, non fa niente».
Le speranza di Eldon di sentirsi meno solo furono distrutte come una noce sotto una pressa per vecchie automobili. Teo non se ne accorse neanche, ma a lui che importava? Era troppo preso a mettere a punto un piano per trovare la persona perfetta per il suo esperimento. E se avesse messo un annuncio su un giornale? Il Tattle-crime era letto da ogni sorta di persona, simile o dissimile a lui, e non sarebbe stato troppo difficile trovare qualcuno disposto a lavorare insieme a lui su un potere in grado di controllare la realtà.
Teo chiese a gran voce che gli fossero portati carta, penna e una busta, battendo ossessivamente sulle sbarre con il palmi delle mani aperte. Ovviamente, per evitare una nuova sommossa, il folle fu accontentato e in breve si ritrovò ad iniziare a scrivere un annuncio da pubblicare sul giornale.
“Coraggiosi lettori di Tattle Crime...”
“Coraggiosi lettori di Tattle Crime...” Lesse a bassa voce il dottor Lecter, seduto nel suo ufficio, con il tablet in mano e tutte le luci spente eccetto la lampada da lettura sulla sua scrivania. Di solito gli annunci pubblicati sulle pagine online di Tattle-Crime.com erano quantomai noiosi, o stupidi, o entrambe le cose. Questo aveva un pizzico di follia che lo fece sorridere, sollevando quasi impercettibilmente un angolo della bocca.
“Non sono una persona che normalmente pubblica annunci, ma si fa di necessità virtù ed ecco qui il mio appello. Quello di cui ho bisogno è una persona coraggiosa, va bene anche che sia una donna, ma preferirei un uomo per il particolare timbro vocale, che tenti con me un'impresa che sconvolgerà il mondo così come lo conosciamo e donerà ad entrambi un potere inaudito. Prometto anche conversazioni interessanti. Se avete una bella voce malleabile, voglia di vedere cose straordinarie e qualche conoscenza del mondo della musica, contattatemi all'indirizzo che indicherò di seguito, o venitemi a trovare al Baltimore Institute for the Criminally Insane chiedendo di me. Non temete, una volta che sarete arrivati lì gli infermieri stessi potranno rassicurarvi sulla certezza che non voglio uccidervi né urinare su di voi.
Con musicale cordialità
-Il Folle Teoeoeoeo”.
Seguiva l'esatto indirizzo dell'ospedale, il contatto e-mail di Frederick Chilton (chissà come l'aveva ottenuto) e il numero di cella di Teo: 166.
Hannibal conosceva esattamente che genere di pazzo fosse Teo, sebbene non gli avesse mai parlato di persona: Alana lo aveva più e più volte ragguagliato su quello che era il degente più interessante e più rumoroso dell'ospedale, il piantagrane con la bocca larga, il genio della sommossa. Decise che avrebbe risposto all'appello, giusto per avere un'ora di svago diversa dal solito. E perché, in fondo in fondo, c'era qualcosa che lo solleticava gradevolmente all'idea che avrebbero potuto inseguire quasi certamente irraggiungibili poteri immensi.
Con il pollice scorse la pagina lentamente, per controllare se altri annunci analoghi erano stati pubblicati, ma a parte la ricerca di un cadavere scomparso non c'era nulla di interessante.
Spense il tablet e rimase quasi completamente al buio, con la luce giallastra della lampada da tavolo che tingeva la sua faccia definendola con pennellate grottesche. Il suo respiro calmo era tutto ciò che si udiva: Baltimora si era come fermata.
Qualcuno bussò alla porta e Hannibal smise di respirare, si alzò in piedi e, in apnea, raggiunse la porta. Quando finalmente aprì, si concesse di tirare un profondo respiro e, finalmente, sorridere mentre con una mano accendeva la luce.
Ore 7:30 del pomeriggio, appuntamento con Will Graham. Era ora di entrare nella mente del miglior uomo che avesse mai conosciuto e ogni volta era una differente, eccitante, sorpresa.
Il signor Graham si era pettinato e aveva messo una camicia rosa ben stirata. Non sorrise di rimando a lui, mosse solo la bocca come se stesse masticando qualcosa e poi sputò fuori un «Salve, dottor Lecter»
«Prego, accomodati Will»
«Grazie».
Graham entrò con passo sicuro, impadronendosi con lo sguardo dell'intera stanza. C'era qualcosa di ostentatamente rapace nel modo in cui a grandi passi misurava lo spazio, girava intorno alla scrivania e solo alla fine si sedeva sulla poltroncina di pelle nera destinata al paziente.
Le pareti rosse dello studio sembravano grondare la personalità di Will, adesso.
Inspirando profondamente l'odore del dopobarba del suo paziente, Hannibal chiuse la porta e lo raggiunse, sedendosi sulla poltrona di fronte a lui.
Quello non era il Will timido che di solito incontrava la mattina, quello era un uomo che si era levato la maschera e aveva rivelato che sotto di essa si nascondeva un lupo affamato ed estremamente intelligente.
«Allora» Disse Hannibal «Come ti senti, Will?»
«Mi dica, dottor Letter... ha mai pensato di iniziare queste conversazioni in maniera diversa? Senza chiedermi come mi sento»
«Certo» confessò immediatamente Hannibal, con l'accento un po' più pastoso che era tipico di quando era divertito «Ho pensato di dirti che ancora non hai cambiato dopobarba e che questo ha un profumo davvero, davvero invasivo»
«Temi che possa marcare il tuo territorio?».
Will lo guardava dritto negli occhi. Niente scherzi qui, siamo due lupi famelici. Hannibal, però, non era d'accordo sul doversi scontrare come due cani su un osso: la vera dominanza è nella calma.
«Senza dubbio, Will, mi piacerebbe che i miei odori meno favoriti non circolassero nel posto dove lavoro. E questo dopobarba è davvero... infantile. E penetrante»
«Non cambierò dopobarba»
«Questo si era compreso. Anche i muri lo sanno» Ormai puzzano anche loro del tuo dozzinale dopobarba «Ho solo voluto darti un altro spunto di conversazione. Ieri hai parlato con Teo...»
«Si, e ne abbiamo già parlato nella seduta di ieri» tagliò corto Will
«Si, ma mi è accaduta una cosa molto curiosa, quindi vorrei parlarne di nuovo. Ma immagino che parleremo di cosa vuoi tu, Will. Allora... di cos'è che vorresti parlarmi?»
«Di Alana Bloom»
«Ah. Ottimo elemento di conversazione» Hannibal batté allegramente una mano sul bracciolo della sedia, concedendosi uno dei suoi rari gesti frivoli «La dottoressa Bloom è sempre un eccellente argomento. Provi ancora qualcosa per lei?»
«Qualcosa?» Will sorrise amaramente, mostrando grossi denti bianchi «Chi non prova qualcosa per lei, dottor Letter? Il fatto è che, ultimamente, mi è più difficile rifiutarle qualunque cosa. E sono anche preoccupato per lei»
«Preoccupato per lei?»
«Si. Molto preoccupato»
«E perché mai?»
«Perché si avvicina una partita a scacchi molto particolare, Dottore. La partita finale, e tu ci sarai. E tu sei pericoloso»
«Temi che io possa farle del male, Will?» Hannibal batté le palpebre lentamente. Si sentiva insieme offeso e onorato da tanta considerazione e qualcosa dentro di lui, forse un istinto animale, danzò di gioia nel sentirsi pericoloso, nel far provare paura a Will Graham.
«Si» Will digrignò i denti «Non posso estorcerti la promessa di non farle del male, vero?»
«Certo che non puoi»
«Già. Certo che non posso. Però io tengo ad Alana e tu... sei come un avvoltoio che gira in cerchio sopra la sua testa. Questo mi fa paura, Hannibal».
Hannibal. Will lo aveva appena chiamato con il suo nome, la cosa era grave, grave, grave. Il dottor Lecter gongolò, ma, fuori, la sua faccia rimase neutra.
«Non dovresti temere così tanto, Will. Non posso affatto prometterti di non farle del male, perché se lei mi aggredisse, ad esempio, dovrei difendermi. Se lei mi puntasse contro una pistola, se lei mi aggredisse con un coltello, io dovrei trovare il modo per neutralizzarla. Però provo un grande affetto per lei» fece una pausa, le dita della mano destra che si muovevano lentamente come per modellare qualcosa da un pezzo di creta «Io la amo, Will. Forse più di quanto tu possa mai amarla. E posso fare per lei cose che tu non puoi fare. Dopotutto lei ha scelto me, ci sarà un motivo. Pensi di poter amare, Will?».
La domanda prese del tutto alla sprovvista Graham, che si aggiustò sulla sedia cercando di non sembrare nervoso. Sapeva di poter amare, ma non sapeva perché il dottore gli aveva fatto quella domanda, né sapeva esattamente quali parole utilizzare per rispondere. Così lo fece molto, molto lentamente.
«Io ho... otto cani. Ho molto affetto da donare. Sono tutti stati randagi, prima che li raccogliessi, dottore»
«Oh, ma amare un cane è così facile! Sono adorabili e pelosi e, oh, ti restituiscono il loro amore con generose leccate. Tutte cose che la dottoressa Bloom non fa. Era delle persone che parlavo, Will. Pensi di poter amare un uomo o una donna? Anche solo come un fratello o una sorella? Tu pensi di avere questa importante, ma ahimè sottovalutata, capacità?».
Nonostante si fosse imposto un ferreo controllo, Will si sentì arrossire un po'.
«Tu, allora, credi di essere in grado di amare?» Domandò di rimando, cercando di riguadagnare terreno
«Si, e con tanta passione e intensità da stare male, caro il mio Will» Hannibal parve sincero quando lo disse «Con il dolore e con la follia. E posso farlo anche con gli animali. Non credere che io non abbia mai avuto un cane. So che amarli è facile. Ma è con le persone che devi soffrire e io non ti vedo capace di sopportare così tanta sofferenza. Non dopo che il mondo ha cercato di abusarti e sgretolarti come è accaduto»
«Penso che tu stia esagerando, riguardo a questa storia del mondo che cerca di sgretolarmi e... e di abusarmi»
«No. Penso che abbiamo parlato molto poco dell'orfano che non ha mai avuto una vera casa perché suo padre continuava a trasferirsi. Del ragazzo che a scuola insultavano, perché era gracile e ombroso. Dell'uomo che vive da solo e che per vivere fa un lavoro che odia. Dell'amante che ha perso la sua amata perché lei ha scelto il suo psichiatra»
«Vuoi che io mi senta male per questo? Vuoi che pianga, che butti tutto fuori?» Will sorrise trionfale «Ormai sono molto oltre tutto questo. Tutto questo non mi tocca più, volo alto sopra i problemi e sopra le paure»
«È esattamente qui che volevo arrivare» disse Hannibal, inclinando un po' la testa da un lato e sorridendo quasi teneramente
«Ovvero?»
«Ovvero sei stato sgretolato dal mondo. Schiacciato da esso. Ma la tua scintilla vitale ha resistito e costruito intorno a sé una corazza splendida, rilucente, infrangibile. E questo sei tu, Will. Qualcun'altro avrebbe perso la partita, tu sei risorto invece. Ma quello che ci chiediamo adesso, avendo chiarito che indossi una corazza emotiva, è: questo nuovo Will è capace di amare? O ha paura che l'amore si infiltri fra le placche della sua armatura e lo distrugga dall'interno?»
«Non ho paura» mentì Will, sicuro
«Dovresti averne. Io ne avrei. L'amore è la forza più potente e distruttiva dell'universo e tanto distrugge quanto crea. Credo sia l'unica cosa in grado di far saltare in aria la tua corazza. E credo anche che sia l'unica cosa che renderti forte abbastanza da spogliarti di essa».
La tenerezza nella voce di Hannibal, i suoi gesti delicati, fecero ammutolire Graham per un istante. Ricacciò indietro le lacrime nel vedersi scorrere davanti scene che non voleva vedere. Ricacciò indietro con forza sovraumana il desiderio di alzarsi in piedi, attraversare la stanza e abbracciare Hannibal Lecter, poggiando la guancia sulla sua spalla, e sentirsi dire che tutto sarebbe andato bene, che nessun'altro sarebbe morto intorno a lui e che tutti lo avrebbero accettato per quello che era, non importa quanto diverso si sarebbe dimostrato.
Ma non lo fece. Arricciò il naso in una sorta di ringhio
«Questa conversazione non andrà a finire da nessuna parte» disse, stringendosi nelle spalle e cercando di non tremare né sussultare «Ritorniamo a parlare di Teo».
Hannibal annuì. Ci sarebbe stato tempo, per parlare d'amore. Prima o poi ci sarebbero arrivati.
«Parliamo di Teo. Sai che per ora sta cercando qualcuno per rimpiazzarti come aiuto per quel suo bizzarro esperimento con il suono?»
«Davvero?» Will contrasse la faccia in una smorfia «Non ha rinunciato?»
«È folle, ti aspettavi anche che rinunciasse?»
«No, ma non mi aspettavo che l'avrebbero lasciato continuare»
«Ha più potere un pazzo in una cella di quanto ne abbia un professore in un'aula»
«È una frecciatina al fatto che non mi piace insegnare?»
«No. È la verità. Anche se non tutti i folli hanno un potere così grande. Né tutti i professori ne hanno uno così...» Hannibal fece un gesto con la mano come se sfumasse un grande quadro.
Will sbuffò una risatina
«Non sono tagliato per insegnare»
«Si che lo sei. Non hai ancora trovato lo studente giusto, però»
«Lo studente giusto? Non è che devo sposarmelo. Devo solo insegnargli, qualunque studente va bene»
«Io ho scelto un solo studente nella mia carriera. È vero, non sono professore, ma sono stato un mentore»
«Ah si? Mentore? E di chi, chi era lo studente giusto?» Will sorrise, curioso
«Alana Bloom. Ero il suo mentore».
Quel nome aleggiò nella stanza per un istante. Will immaginò vividamente un giovane Hannibal, asciutto e allampanato, con i capelli un po' più lunghi, seduto al tavolino di un bar insieme ad una giovane e davvero bellissima Alana; entrambi leggevano da un libro di psicologia e si scambiavano frasi veloci. Ogni tanto ridevano.
«La conosci da così tanto tempo?» Will era sorpreso «Mi aveva detto che vi conoscete da tanto, ma così tanto...»
«Si. È cresciuta così tanto. Non di altezza» Hannibal scosse la testa «L'altezza è sempre la stessa. È piccolina. Stiamo di nuovo parlando di Alana»
«Oh, al diavolo, dottor Letter! Mi hai già detto che Teo vuole rimpiazzarmi, ora voglio solo sentirti parlare della dottoressa Bloom»
«Quando ancora non era una dottoressa» precisò Hannibal
«Quando ancora non era una dottoressa, si. Com'era?»
«Pensi che questo sia terapeutico, per te?»
«Si. No. Non mi importa, dottore. Voglio solo sapere quello che sai tu».
Lo psichiatra sospirò e si alzò per dirigersi verso la scrivania
«In effetti, condividere alcune esperienza giovanili con te potrebbe aiutarti a fidarti di più di me. E fidarti di più di me potrebbe aiutarti a rilassarti e a far si che un'eventuale terapia funzioni meglio»
«Una terapia... solo eventuale?»
«Non stai mostrando più alcun disturbo, Will» gli fece notare Hannibal, frugando nei cassetti alla ricerca di qualcosa «Queste sono diventate solo conversazioni di mantenimento. Sono qui per aiutarti tutti i giorni a rimanere in equilibrio. Ma non c'è più alcuna terapia da seguire»
«E ne sono davvero, davvero felice»
«Anch'io» lo psichiatra tirò fuori un vecchio album di pelle e ritornò alla poltroncina «Ecco qui. Ho delle fotografie»
«Davvero?» Will parve illuminarsi «Delle fotografie di voi, quando eravate studenti?»
«Certo. E le serbo molto gelosamente, perciò stai attento a non sgualcirle».
Hannibal allungò l'album verso il suo paziente e glielo posò fra le mani. Will lo prese delicatamente e passò i pollici sulla copertina bruna di pelle tesa, assaporando la sensazione delle cose antiche. Amava le cose antiche perché non potevano aggredirlo, ma solo divertirlo: quando la carica emozionale di un oggetto era sopita, perché gli eventi che lo influenzavano si erano esauriti molto addietro nel passato, Will poteva assimilarne la storia più distaccatamente, senza sentirsi toccato in prima persona da quegli eventi.
Aprì l'album e ne osservò la prima pagina, su cui campeggiava un disegno di una ballerina che danzava leggiadra intorno ad un mostro disegnato malissimo e pieno di denti anche dove non avrebbero dovuto essercene. Era firmato da Hannibal e Alana ed entrambe le firme erano un po' diverse da quelle che Will conosceva. Una didascalia vergata elegantemente recitava “La bella e la bestia, versione Birra e Vino”. Graham indovinò subito che Birra era il soprannome di Alana e Vino quello di Hannibal, e che lei aveva disegnato il mostro, mentre lui la ballerina.
Sorrise
«Eravate dei veri artisti»
«Oh si, specie Alana. Molto creativa»
«Oh si. Oh si» Will girò pagina «E qui dove siete?»
«In Grecia. Quello che abbiamo in mano è vero yogurt greco. Facemmo una gita con i nostri compagni, durante l'estate».
Nelle due fotografie incollate sulla pagina, Hannibal e Alana mangiavano yogurt in due locali diversi. Lui era quasi identico a come Will poteva vederlo nel presente, non aveva affatto i capelli più lunghi, anche se aveva meno rughe e un completo leggero a colore intero, marrone, senza cravatta. Alana portava un giubbino di pelle nero, pantaloni jeans e una sciarpa nera decorata a piccoli teschi viola. Aveva i capelli acconciati in maniera elaborata, con delle sottili treccine solo da un lato, ed erano più corti di come li portava adesso; matita nera le incorniciava gli occhi dandole un aspetto aggressivo, sottolineato dal sorriso che sembrava un ringhio.
«Oddio» Disse Will «Era una punk?»
«No. Solo una bulletta con la fissa per il metal»
«Era così diversa da oggi...»
«L'ho dovuta addestrare, per ingentilirla, ma sono sicuro che il rottweiler che era è ancora dentro di lei, addormentato e pronto a saltare fuori»
«I rottweiler sono cani molto dolci. Come lei»
«E sono anche molto forti»
«Alana è un rottweiler» disse compiaciuto Will, girando pagina.
C'era la foto di Alana con un cane. Un rottweiler. E Hannibal aveva in braccio uno spumoso volpino italiano bianco come neve.
Will si mise a ridere.
«E questi?» Chiese Graham, alzando lo sguardo su Hannibal. Lo psichiatra lo stava osservando con le mani in tasca, seguendo compiaciuto i movimenti del suo paziente.
«Eravamo ad una mostra canina, la nostra prima mostra insieme» Lecter estrasse una mano per indicare lo sfondo, un prato sotto i loro piedi e un vecchio muro alle loro spalle
«Sto scoprendo parecchie cose oggi, quindi mi sento in dovere di chiedere: i cani erano vostri?»
«Oh, no. Sono partecipanti alla gara, e conoscevamo i loro padroni, ma non sono nostri»
«No?» ripeté Will, sforzandosi di non suonare deluso «Sembrano adatti».
Hannibal inclinò appena la testa «Un volpino?»
«Si. Ed un rottweiler. Il volpino è un cane di origini italiane, che si usava accompagnare per la guardia a cani di grossa taglia» e avvicinò il polpastrello ad Alana e al cagnolone al suo fianco che si rifiutava di guardare in telecamera, senza toccare la foto «Il suo aspetto è adatto ad essere ritratto in scene di vita di una corte sfarzosa. Nonostante questo, pochi sanno che è un cane longevo e di costituzione molto robusta, e che è sotto tutti quegli strati di pelo bianco e soffice nasconde un bel caratterino».
Hannibal osservò la foto «Finora è il paragone che hai fatto su di me più...»
Will rise «Si, lo so. Pelo soffice. Siamo un volpino e una mangusta, piccoli e tenaci»
«Ho un bel caratterino, William?»
«Non sai quanto». L'uomo cambiò ancora pagina, gli occhi blu che sondavano la pagina.
La foto seguente era molto mossa, tanto che l'immagine era ripresa in obliquo. Alana era seduta al bancone di un bar, abbracciando una ragazza con i capelli castani e il viso pieno dall'aria malandrina dall'altro lato del bancone. Hannibal aspettava un po' discosto, guardando la donna con espressione del tutto neutra.
Era difficile capire da una foto cosa stesse pensando, ma Will indovinò che la ragazza dall'altro lato del bancone non gli piaceva.
Scarabocchiato all'angolo della foto c'era scritto “Primo giorno di Papara Gialla. Congratulazioni!”.
«Papara gialla?» Chiese Will «Il responsabile della foto sembra ubriaco»
«Era piuttosto ubriaca, in effetti»
«Mi illustri la situazione?»
«Alana aveva un'amica che la distraeva dallo studio e voleva aprire una taverna. Qui le ragazze stanno festeggiando perché c'è riuscita, e il bar si chiama “La Papera Gialla”, visto che la giovane Marta aveva adottato un anatroccolo»
«Uh, che gioventù scalmanata» lo punzecchiò Will senza calore, assorbito dai ritratti. Combinando il tono di voce di Hannibal all'espressione nella foto, ora era certo che Marta, qualunque cosa avesse fatto, non gli andava proprio giù.
La foto accanto era Alana con la fantomatica papera gialla. Era un pulcino minuscolo, dal piumaggio striato di scuro, che lei teneva su entrambe le mani a coppa, sorridendo con gli occhi alzati in telecamera. Will pensò che era bellissima così, e che avrebbe voluto avere la foto per sé.
«Yallow. È il nome della papera» Contribuì Hannibal.
Will annuì «Marta è ancora tra noi?»
«Temo di si. E persino Yallow»
«Quanti anni ha quella papera?»
«Non abbastanza da morirne e attacca ancora le persone che non le piacciono. Le oche vivono molto più a lungo di quanto si pensi, qualcuno dice fino agli ottant'anni, sebbene io sia piuttosto scettico. Un uccello che vive ottant'anni sarebbe una cosa piuttosto particolare, non credi?»
«Sai che le carpe possono vivere fino a duecento anni?» Will girò pagina «Non vedo perché un'oca non dovrebbe poter vivere ottant'anni. A parte per il fatto che di solito le ingozzano di cibo grasso fino ad ucciderle oppure le uccidono direttamente per mangiarle»
«Spero tu non sia contrario alla carne di oca, perché io la trovo deliziosa»
«Non ne dubitavo».
Le nuove fotografie ritraevano un giovane Hannibal in uno striminzito costumino da bagno blu sdraiato in spiaggia, in posa provocante, mentre Alana, in bikini arancione, gli lanciava addosso della sabbia ridendo. Will si leccò involontariamente le labbra. Alana aveva i capelli bagnati e il costume aderente, la sua pelle chiara sembrava risplendere di goccioline d'acqua.
Hannibal estrasse le mani dalle tasche per metterle dietro la schiena
«Qui siamo al mare. Ci andavamo con i fratelli di Alana, è uno di loro che ha scattato la fotografia»
«I fratelli di Alana? Tu li conosci?»
«Certamente. E anche abbastanza bene. Quanto alla madre di Alana, siamo ancora in buoni rapporti. Lei è certamente più anziana di com'era a quei tempi, ma se posso aiutarla in qualche modo, io lo faccio. Lei è una brava donna, molto simpatica, e devo confessare che mi ha insegnato qualche interessante trucchetto in cucina»
«Sembravi molto felice. Più felice di quanto tu sia ora»
«Ero molto felice, ma non quanto lo sono adesso. Ho solo imparato a mie spese che camminare con un sorriso perenne stampato sulle labbra potrebbe far pensare alla gente che sei uno psicopatico»
«Buon per te».
Will sentì una fitta di invidia all'idea che il suo vecchio psichiatra fosse così felice e amato, mentre la vita aveva donato a lui principalmente amarezza e delusioni: niente foto in spiaggia per lui, né yogurt greci, né una mamma, seppur surrogato, che gli insegnasse a cucinare.
«Avevi più peli di un terranova» Disse, per cambiare discorso e non lasciarsi sommergere dal dolore
«Ero giovane» disse Hannibal, in tono neutro
«E allora?»
«Ora ne ho molti di più».
Will non poté fare a meno di evocare la poco allettante immagine di un Hannibal cinquantenne con il petto ricoperto da un'ursina foresta di peli. Cercò di eliminarlo con un lanciafiamme mentale. Hannibal era un uomo estremamente curato, molto ben sbarbato e con un taglio di capelli perfetto, come poteva avere anche solo un paio di peli sotto quella camicia stirata e quella cravatta che da sola poteva costare più dell'intero vestiario di Will?
«Ah. Buon per te» Will sospirò, guardando un'altra fotografia dove Hannibal costruiva un castello di sabbia gigantesco ed elaborato ed Alana glielo distruggeva da un lato con un manganello.
Girò pagina. Ed ecco una fotografia a scuola, dove Hannibal, Alana e altre quattro persone che lui non conosceva posavano in aula, davanti alla grande lavagna sulla quale campeggiava una grande scritta bianca che recitava “I pazzi sono pronti a fare gli psichiatri”, con sotto il disegnino di un omino con i capelli tutti sparati per aria che grida “Sono prontooo!”.
Hannibal, con indosso uno di quei completi a tre pezzi che iniziavano a somigliare a quelli più elaborati che portava adesso, aveva un sorriso luminoso mentre stringeva sottobraccio Alana. Anche Alana portava la cravatta e un completo simile al suo, ma con una gonna al posto dei pantaloni, e cingeva i fianchi del suo mentore con un braccia, mentre con l'altro faceva il segno della vittoria. Altre due persone accanto a loro, un ragazzo biondo e una ragazza dalla pelle scura, si stavano baciando e l'ultima coppia, formata da due ragazzi, faceva finta di essere scioccata dal bacio.
«Guarda come eravamo belli» Sospirò Hannibal «Iniziavamo ad essere noi stessi. Sono stati i corsi di psicologia a forgiare il nostro stile e le nostre attuali personalità, so che sembra folle, ma è esattamente quello che è successo».
“Io vi vedo ancora molto, molto diversi da ora” Avrebbe voluto dire Will “Questi qui sono due cosplayer di Hannibal e Alana, non Hannibal e Alana. La cosa buffa è che non saprei spiegare il perché. Forse perché tu non eri ancora un serial killer e non dovevi nasconderlo a lei”.
Ma non disse nulla. Girò pagina.
Quattro scatti diversi ritraevano Alana che baciava un ragazzo che Will non aveva mai visto prima, con Hannibal che sullo sfondo faceva cose come battere le mani o reggere un cartello con scritto “Se la molli ti uccido”.
«Sembra che tu fossi molto presente nella sua vita. In tutti gli aspetti della sua vita»
«Sono stato per lei un mentore, e non solo scolastico»
«E poi la mollò?»
«No, lei mollò lui. Per questo fu risparmiato» replicò Hannibal giocosamente.
Will sorrise con un angolo della bocca, nonostante avesse preso seriamente la risposta.
«Come si chiamava?»
«Mark. Un nome comune»
«Ah, non meritava certo la nostra speciale Alana» affermò Graham, voltando ancora la pagina.
Hannibal sorrise. Era veramente compiaciuto, e questo, notò Will, gli dava una stranissima aria da predatore gentile. Che razza di binomio era?
Quello di una tigre.
Si chiese se Hannibal fosse divertito dallo spartirsi Alana. Prima che i suoi pensieri svoltassero su un sentiero pericoloso si concentrò sulle nuove foto. In una Hannibal aveva messo una tovaglia attorno alla gola di Alana e le stava acconciando i capelli concentrato. Alana sembrava serena, e leggeva una rivista di psicologia.
«Sul serio? Anche la tovaglia da barbiere paisley?»
«È una passione».
In quella dopo una donna bassa e pienotta dentro una camicia con le maniche alzate tirava le guance di Hannibal. “Ardua impresa” Pensò Will dando un'occhiata agli zigomi del suo psichiatra, già affilati come scogli in gioventù.
Aveva capelli castano chiaro e occhi azzurro slavato; la bocca piccola sorrideva con affetto.
Come sfondo avevano una cucina ariosa con la campagna che si intravvedeva dalla finestra, insieme ad un sacco di luce e una gallina che affacciava intenta. C'era una grossa ombra scura sulla foto che copriva il lato sinistro della foto e parte dei capelli di Hannibal.
«In questa Alana non c'è» Notò Will, cercando di estrapolare la situazione dalla foto
«Come no, eccola. Quello è il suo dito» rispose Hannibal, chinandosi verso di lui per evidenziargli la porzione scura della foto «Sta scattando lei la foto».
Will si concentrò ancora di più sulla donna.
«Quella è sua madre?» Chiese in un'improvvisa rivelazione
«Si. Siamo sempre stati in buoni rapporti»
«Quasi ti invidio dottore» ammise finalmente Will, dandosi un tono divertito
«È il vedere un atteggiamento materno nei miei confronti da parte di questa donna? Come ti fa sentire, Will?».
Will roteò gli occhi. Certo, era ovvio che il buon dottore ci si sarebbe buttato a pesce.
«Sono... Sorpreso» Rispose lentamente «Non ti ho mai visto come uno che gioca alla famiglia felice. Sembrava una versione piuttosto diversa quella con Abigail».
Il pomo d'adamo di Will sussultò. Abigail, la figlia che non aveva potuto proteggere. La figlia che avrebbe dovuto proteggere.
«Quello in cui ti ho visto non era niente di così... leggero. Hai basato le tue connessioni sulle sue debolezze, e in una certa misura, anche il contrario. Era più un castello di carte che una famiglia»
«Eppure godevamo della reciproca compagnia»
«È così?» scattò Will, rabbioso.
Hannibal non rispose subito. Lasciò raffreddare l'effetto della risposta dell'altro prima di replicare:
«Si. È così. La famiglia è un valore che stiamo riscoprendo in questi giorni, e ora più che mai, con una maggiore libertà di opinioni, il suo significato sembra variare da persona a persona. Cos'è che forma una famiglia? Su cosa si basa per te, Will?».
Will aggrottò le sopracciglia. Sembrava un testo scolastico. “Una volta ricevuto lo spunto da questa fotografia, scrivi le tue riflessioni. Che cos'è la famiglia? Perché è importante?”.
La differenza è che in un libro sono solo domande impiccione che non vuoi leggere alla classe, per uno psichiatra, specie questo, è più che naturale frugare nel tuo cervello.
«Una famiglia è un branco» Rispose, cautamente «Un gruppo di persone. O di animali. Generalmente della stessa specie, che condividono le risorse alimentari, lo spazio in cui vivono e rapporti interpersonali»
«Una bella risposta. Distaccata. Impersonale. Un ragionamento da manuale, per qualcuno che non ha mai avuto una famiglia»
«Ed è così, dottor Letter. Esattamente così»
«Ed è triste, non è vero?».
“Se parla di nuovo d'amore” Pensò Will “Io... che faccio io? Gli do un pugno? Mi alzo e me ne vado? Mi metto a piangere? Che cosa dovrei mai fare, se parla di nuovo d'amore?”.
Hannibal notò immediatamente la sua espressione tormentata
«Non dobbiamo parlarne, se non vuoi. Ma è molto consigliato farlo»
«Parlare della mia famiglia? O dell'amore?». Oh, ecco. Quant'era stato stupido! Incontrollatamente, aveva sputato fuori quelle parole. Parliamo d'amore, parliamo d'amore dottore, e di tutti i suoi dolori.
Hannibal prese l'album dalle mani di Will
«Non credo che ti stia facendo bene, scavare nel mio passato. Hai dato un'occhiata, ora scaviamo nel tuo»
«Il mio fa schifo. Vorrei scambiare le nostre giovinezze e tutte le nostre esperienze»
«Scaricheresti a me tutto il dolore del tuo passato?»
«Lo scaricherei a chiunque, dottore. Purché non sia io».
Hannibal andò alla scrivania e mise a posto il vecchio album, delicatamente, come un padre che rimbocca le coperte al suo figlio neonato, poi tornò da Will. Si abbassò finché i loro occhi non si incontrarono. Will cercò di non balzare via e Hannibal allungò le braccia e lo cinse.
Will chiuse gli occhi. Il suo psichiatra lo stava abbracciando e tutto nella vita si sarebbe aspettato, tranne di sentirsi così al sicuro fra le braccia di un serial killer.
«Questa è una terapia per la tristezza, Will» disse Hannibal, al suo orecchio. La sua voce era una carezza dall'accento pastoso e in qualche modo remoto. «Sto stimolando le tue endorfine. Sei così pieno di astio e di amarezza, mi vedo costretto a prescriverti una terapia di abbracci. Te ne dovrai procurare tre al giorno da un essere umano e quattro da un cane. La terapia non è trattabile. Saprò se non ti sei fatto abbracciare e te li somministrerò personalmente».
“Sta zitto e continua ad abbracciarmi, coso cannibale” Pensò Will, abbandonando la faccia contro la spalla di Hannibal.
Quel contatto si interruppe troppo presto quando lo psichiatra lo lasciò, indietreggiò fino alla propria poltroncina e si sedette.
Will smise immediatamente l'espressione rilassata per nasconderla dietro un finto, ma molto ben simulato, disgusto. Hannibal alzò le sopracciglia
«Non trattabile. Prenderai le tue medicine, William Harris Graham»
«Non so come procurarmele»
«Inizia ad ingegnarti. Escogitare modi per farti abbracciare dalla gente terrà la tua mente occupata»
«Non credo che possa migliorare la mia socialità. O che possa far si che la gente voglia abbracciarmi»
«Funzionerà, Will. Ci sono passato prima di te. Molto, molto prima di te».
Will ne dubitava, ma non si poteva mai sapere con Hannibal: la sua vita era un folle ingarbuglio e a lui piaceva così, magari aveva davvero passato la prima parte della sua giovinezza a provare a farsi abbracciare dalla persone.
«Perché lo fai? Voglio dire, potresti lasciarmi cuocere nel mio brodo e prescrivermi degli antidepressivi e...»
«No, Will. Tu aiuti me e io aiuto te. Funziona così, quando si collabora».
Graham sapeva di star lavorando per incastrarlo e farlo incarcerare, non per collaborare con lui, ma annuì con aria seria e convinta.
lunedì 28 novembre 2016
Hannibalibre - Salsa time!
__++** | Salsa Time! | **++__
—————————————–
Dedicated to alwaysalanab, because it’s too much time that I don’t draw Alannigram things. I saw only Hannigram related things in this event, not even a woman in all the fanarts, and I got a little sad… so I included Alana too ;)
If you want to reblog this post on Tumblr, here you can do it:
giovedì 3 novembre 2016
Hannictober part 4
Trying to follow the Hannictober calendar, here other 5 days!
16. Masquerade. And not the classic one, no.
17. Haunted House. Lecter’s castle is, of course, haunted by Mischa’s spirit… but looks like for Chiyoh that’s not a problem.
18. Zombie. And here’s Hannibal taking care of his favorite one!
18. Zombie. And here’s Hannibal taking care of his favorite one!
20. “Come wayward Souls,
Who wander through the darkness,
There is a light for the lost and the meek.
Sorrow and fear,
Are easily forgotten,
When you submit to the soil of the earth. ”Prompt #19 of the Hannictober : Jack O'Lantern. It was difficult not to think to Over The Garden Wall, one of this favorite cartoon series, so this happened.
This work is also available as print and other cool products on RedBubble, HERE.
Who wander through the darkness,
There is a light for the lost and the meek.
Sorrow and fear,
Are easily forgotten,
When you submit to the soil of the earth. ”Prompt #19 of the Hannictober : Jack O'Lantern. It was difficult not to think to Over The Garden Wall, one of this favorite cartoon series, so this happened.
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martedì 1 novembre 2016
Hannictober - Part 3
Trying to follow the Hannictober calendar, here other 5 days!
Next five days>
11. “Witches” is the 11th prompt! And, as anticipied in the skanky costumes sketch, Alana and Margot are our witch queens <3
12. “Haunted mansion” is the 12th prompt! So, here Will and Hannibal ready to enter in the Disneyland’s Haunted mansion, as suggested by JJ
13. Our favorite prompts of the entire Hannictober? Today's prompt: werewolf. We really love werewolves... so much that we have a webcomic about Hannibal and werewolves [Exoterism, that you can read here] in which Will, Margot and even Molly are werewolves. Basically, Alana and Hannibal are the only non-supernatural creatures of the story XD (not really, but the only non-supernatural main characters yes). So, here an illustration of the entire "Le Malanove" (the Bad News) pack: Margot, Molly, Hannibal, Alana, Will and the weredog Asdrubale.
14. Prompt #14: candies. Looks like after they have gone trick n' treating with their skanky costumes (that had an absolutely extraordinary success on the crowd of old ladies), they at at once all the candies that they received and the result is a sugar overdose.
15. Prompt #15: leaf pile. Fluffy dogs and Will's happiness! YAY!
11. “Witches” is the 11th prompt! And, as anticipied in the skanky costumes sketch, Alana and Margot are our witch queens <3
12. “Haunted mansion” is the 12th prompt! So, here Will and Hannibal ready to enter in the Disneyland’s Haunted mansion, as suggested by JJ
13. Our favorite prompts of the entire Hannictober? Today's prompt: werewolf. We really love werewolves... so much that we have a webcomic about Hannibal and werewolves [Exoterism, that you can read here] in which Will, Margot and even Molly are werewolves. Basically, Alana and Hannibal are the only non-supernatural creatures of the story XD (not really, but the only non-supernatural main characters yes). So, here an illustration of the entire "Le Malanove" (the Bad News) pack: Margot, Molly, Hannibal, Alana, Will and the weredog Asdrubale.
14. Prompt #14: candies. Looks like after they have gone trick n' treating with their skanky costumes (that had an absolutely extraordinary success on the crowd of old ladies), they at at once all the candies that they received and the result is a sugar overdose.
15. Prompt #15: leaf pile. Fluffy dogs and Will's happiness! YAY!
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domenica 16 ottobre 2016
Der Nachtmahr
"NIGHTMARE!
Now your nightmare comes to life.
Dragged you down below
Down to the devils show
To be his guest forever
Peace of mind is less than never
Hate to twist your mind
But God ain't on your side
An old acquaintance severed
Burn the world your last endeavor"
Nightmare, by Avenged Sevenfold
We finished the black and white drawing, done in ballpoint pen, the 30th October 2013. And we decided finally to color it, so here it is!
Personal re-interpretation of "The Nightmare" (or, as like I prefer, "Der Nachtmahr") the popular oil painting by Anglo-Swiss artist Henry Fuseli with characters from NBC Hannibal.
This work is also available as print and a lot of other cool things on RedBubble, HERE
And if you are a +$2 patron, you can download HERE a special zip pack with all the WIP steps + the full resolution file both in .png and .jpg version! YAY!
lunedì 10 ottobre 2016
Hannictober - Part 1
3. Trick or treat?
So, here we have our dear werewolf, witch and skeleton (you’re never really to old for trick or treat XD)!
4. Séance
The fourth prompt is “séance" (A séance /ˈseɪ.ɑːns/ or seance is an attempt to communicate with spirits. The word "séance" comes from the French word for "seat", "session" or "sitting", from the Old French seoir, "to sit".)… and we couldn’t miss the opportunity to bring back Franklyn Froideveux. We must see again that cheesy neurotic baby.
5. Scare
Have a scary wendigo.
So, here we have our dear werewolf, witch and skeleton (you’re never really to old for trick or treat XD)!
4. Séance
The fourth prompt is “séance" (A séance /ˈseɪ.ɑːns/ or seance is an attempt to communicate with spirits. The word "séance" comes from the French word for "seat", "session" or "sitting", from the Old French seoir, "to sit".)… and we couldn’t miss the opportunity to bring back Franklyn Froideveux. We must see again that cheesy neurotic baby.
5. Scare
Have a scary wendigo.
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domenica 2 ottobre 2016
Italian holidays
+++Italian holidays+++
Illustrated by us, FuriaAndMimma
Warning:
this is a multichapter fanfiction that we illustrate and we decided that we will post on the
blog only the chapter one. If you want to read the rest, follow the
link at the end of the chapter! And don't forget to leave a kudos to our
talented writers ;) Thank you!
CHAPTER 1 - Palermo
CHAPTER 1 - Palermo
They went back to Italy for their tenth wedding (or rebirth, or
falling off a cliff. Or whatever you want to call it) anniversary. After
years of cautious waiting, Hannibal decided to surprise his husband
with a trip that could be considered as the honeymoon they couldn’t
have, as running from the FBI doesn’t exactly qualify as such.
When
Will found out, he didn’t immediately take it well as he started
worrying until he was informed of Hannibal’s careful planning, that left
space for complete enjoyment and even a bit of hunting, if they felt
like it.
Hannibal had decided to keep as first and last
destination of their holiday the two places that were the most important
for their personal history in the country: Palermo, where he was almost
sure that nobody would come and find them, since the only probable
witness to their encounter there was already dead, and Florence, where
the crowds of tourist would keep them hidden in plain sight. That was
all Will knew about it, as his husband had decided to keep everything
else as a surprise, with the only reassurance of being safe.
They
arrived in Palermo after a few days of sailing (they had taken a little
break in Sardinia to have a swim in the beautiful sea). It was late in
the morning, and the salty smell of the sea and the fish from the
harbour was starting to mix with the acrid smell from the workers and
boat owners’ sweat in Hannibal’s sensitive nose. The sounds of the
screaming seagulls created a familiar environment for Will, reminding
him of past days of travelling from dock to dock and fishing in the
ocean as a kid, then in that same Mediterranean as an adult, near the
house he and Hannibal shared. “I wish I could swim right now” the
younger man said “I swear my bones are melting”.
“You could go to the hotel’s swimming pool” Hannibal replied “I knew you would have wanted to swim away the day’s heat, and as the beaches are too far from the city, and we’re only staying here for a few days, I made sure that the hotel we’re staying at has a nice swimming pool for you to have a dip. I would never deny you your connection to the aquatic world; it is what brought us here, after all”. “Of course you’d turn my wish to swim a little into a deep monologue about our Becoming; I forgot I was talking to Hannibal Lecter, the only man in the world that doesn’t relax even on holiday” Will said sarcastically, while moving to hug his husband in recreation of the event that brought them together in both life and death. “It is true that I’m not relaxing in this moment, but that is due to the heat and smell that is surrounding us in this moment and the long journey that brought us here, and you should know that I’m not making any additional effort in talking the way I am. Now, let’s go to the hotel, so we’ll have some time to rest before lunch”. With that, they started going to their hotel, which of course was the best one in the centre of Palermo.
“You could go to the hotel’s swimming pool” Hannibal replied “I knew you would have wanted to swim away the day’s heat, and as the beaches are too far from the city, and we’re only staying here for a few days, I made sure that the hotel we’re staying at has a nice swimming pool for you to have a dip. I would never deny you your connection to the aquatic world; it is what brought us here, after all”. “Of course you’d turn my wish to swim a little into a deep monologue about our Becoming; I forgot I was talking to Hannibal Lecter, the only man in the world that doesn’t relax even on holiday” Will said sarcastically, while moving to hug his husband in recreation of the event that brought them together in both life and death. “It is true that I’m not relaxing in this moment, but that is due to the heat and smell that is surrounding us in this moment and the long journey that brought us here, and you should know that I’m not making any additional effort in talking the way I am. Now, let’s go to the hotel, so we’ll have some time to rest before lunch”. With that, they started going to their hotel, which of course was the best one in the centre of Palermo.
They checked in, unpacked only what was
strictly necessary for a few days, then Hannibal decided to take a nap,
while Will swam for a while in the hotel’s pool, and then joined his
husband for what remained of their resting time. When Hannibal woke up
hungry and shook Will until he had woken up as well, they decided to
officially start their holiday and get some lunch. “I think we should
have some typical street food, southern Italy has some good options for
that” Hannibal offered. “You say this as if I has any choice. You’re the
only one of us that knows Italian, and I wouldn’t know where to start
even if I did. I want to see you get street food, anyways, I’m sure that
would be fun”. They got out in the streets and walked for a while
before getting some pani ca’meusa (sesame flavoured bread stuffed with
chopped veal's lung and spleen boiled and fried in lard, with local
cheese on top on the meat) at a place near the Vucciaria market that
looked so dirty Will considered it a miracle that Hannibal decided to
get their food there, but both men were impressed with the great taste
of their meal. “Italian local cuisine often has animal organs as
ingredients, as cattle was expensive to buy and to keep, so when it had
to be slaughtered nothing of it could be wasted” Hannibal explained “I
wouldn’t mind to make some variation of this meal, once we’re back
home”. “I’m sure your version will be unnecessarily fancy as always”
replied Will “And the meat not quite the same. I’m sure I’ll like it
anyways”.
After lunch, they arrived at Piazza Pretoria to see the
famous fountain. The heat of the southern Italian sun was starting to
affect them again, so they found a nice place in the shade to admire it
from, which wasn’t easy, as many tourists had the same idea, but in the
end they could admire the beautiful circular fountain in all of its
marble stairs and statues magnificence. “Not many people know the true
history of this famous fountain, but I think that you will enjoy it, as
it’s related to this holiday, amongst other things” Hannibal started
explaining “You see, it was initially meant to be placed in a nobleman’s
Florence villa, but then he died and left his son a lot of debts, so he
had to sell it and it got here.” “That’s actually a nice tale, but do
you really have to make everything in our lives about Florence? I know
you love that city, but there is a limit to everything” “There is no
limit to my love of you, either” “That was just cheesy, and you know it”
“I cannot contradict you on that.” As they took a little break from the
sun, Will looked around them at the people in the square. He was glad
to find out that nobody was looking at them in a way that could mean
that they were risking being recognised, then thought that probably many
had identified them as businessmen on a working trip, since they were
wearing suits (of course Hannibal would have insisted on that, even in
mid-July). That calmed his anxiety about going back to places the police
knew e and Hannibal had history. That also made him realize that he
hadn’t actually seen Palermo the first time he’d been there, too busy
questioning his morality and deciding whether or not to forgive Hannibal
(he had already made a choice when he had sailed all the way across the
Atlantic Ocean to reunite with Hannibal, but he was still in denial
back then) and didn’t really visit the city. Now they had time to create
new, better memories of them in Italy, and for that he was grateful to
Hannibal.
They spent the rest of the day visiting churches (of
course Hannibal would not risk losing any chances to make elaborate
comments about the symbolism in the architecture and wall decorations,
really, he should have been an art history teacher in another life), so
when they got back to their hotel room they were exhausted. They had a
quick shower and a relaxed dinner in the hotel restaurant (that of
course wasn’t up to Hannibal’s standards, but was good enough for Will),
then went back to their room to chill out in bed and talk. “So, what
did you think of today?” Hannibal asked, suddenly worried of having been
a bit too enthusiastic in his description of the architecture “I hope I
haven’t bored you”. “I’m used to you becoming a bit of a know-it-all
when you are exited, darling. I’m glad though, because it gave me a
distraction from dark thoughts. The first time we’ve been here we
weren’t as friendly with each other, and you talking to me just
distracted me from that. So you would know by now that I’m not exactly
looking forward to tomorrow” Will replied, while caressing Hannibal’s
arm absentmindedly. He knew that the next day they were going to the
place of their former reunion in Palermo, and he was afraid that he
would ruin the whole holiday with some bad reaction to the memories the
place would certainly evoke in him. “All the more reasons to go there”
Hannibal replied unworried, while shifting to cuddle the other man “We
can make good memories to distract you from retreating too much into
your own mind and the emotions of betrayal and self-doubt you must have
been feeling back then. Now, let’s get ready to sleep, so that we will
be well rested tomorrow, and start the day on the right foot.” They did
just that and fell asleep in each other’s arms, only wearing pyjama
pants (made of silk, of course) and sleeping over the covers, chasing
some of the cool night air that came from their window into their still
warm room.
They woke up late in the morning, had breakfast (they
ate cannoli and prickly pears, which the had bought at the market the
day before) and had a quick swim in the pool before getting ready and
going for their second and last day in Palermo. They visited the Palazzo
dei Normanni in the morning and early afternoon. The visit went all
right, but Will kept on tensing up every time the chapel was mentioned
by Hannibal, who was translating what the guide said, or by a signboard.
He did enjoy the beautiful decoration, and lost himself in the richness
and history the represented and told of. Afterwards they had lunch in a
nearby restaurant that gave Will some pause and Hannibal some
inspiration for future recipes.
When they went to the Cappella
Palatina, it was the middle of the afternoon. The sunlight fell
obliquely on the wall of the chapel, only to be reflected by the golden
mosaic, creating an amazing game of hide and seek for the eye, leading
the gaze those who entered toward he altar. It was a highly poetic
image, and Will allowed himself to get lost in it, so as not to think
about other things that floated in his mind. “Stay with me, Will. Come
here, hold my hand. Let’s make this better for you” Hannibal said in
Will’s ear, while coming to hold his hand and touching his wedding ring,
reminding him that the past suffering only mattered because it brought
them together, that the old wounds had scarred, but were mostly healed.
Will relaxed at that, and allowed Hannibal to lead him towards a chair
in the front row (that must be the only church with chairs instead of
benches) and whispering sweetly in his ears the symbolism depicted in
the mosaics and his own interpretation of them. After a while, Will
started making sarcastic comments on what Hannibal said, and apparently
forgot all of his previous insecurities. When they walked out, hand in
hand, people stared at them, but they couldn’t care less, because that
church had finally become a safe place for them, and the past had stayed
where it was supposed to.
That evening they dined at the hotel
and packed their bags. They left that morning on the first ferry to
Naples, ready to continue their trip: their next stop was going to be
the great Rome, ancient and modern capital of Italy.
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